Marcel Broodthaers. L’espace de l’ecriture
Dal 26 gennaio al 6 maggio 2012 il MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bolognaè lieto di presentare Marcel Broodthaers.
L’espace de l’écriture, la primaretrospettiva completa in Italia dedicata all’artista belga, a cura di GloriaMoure.Marcel Broodthaers è una delle figure più rivoluzionarie ed influenti nell’artedel Novecento, ancora oggi imprescindibile per comprendere lo sviluppo dellericerche artistiche e teoriche degli ultimi decenni.
La sua critica costruttiva eironica verso il sistema dell’arte come specifico sistema ideologico e il ruolopolitico dell’artista nella società ha posto questioni sempre più centrali neldibattito critico internazionale, rivelando l’attualità stringente delle suesperimentazioni tese ad esplorare e ridefinire il significato della creazioneartistica.
Dal 1976, anno della sua morte, alcune sue esposizioni si sono susseguitenelle più importanti istituzioni museali internazioni come la Tate Modern diLondra, il Walker Art Center di Minneapolis, il Museo Nacional Centro de ArteReina Sofià di Madrid e il Jeu de Paume di Parigi, mentre recentementel’importanza della sua opera è stata testimoniata dall’apertura di una salaspecificamente dedicata dal Museum of Modern Art di New York.
La mostra con cui il MAMbo rende omaggio al genio di Marcel Broodthaersvalorizza nella sua complessità e nella sua estensione un percorso artisticosviluppatosi nel corso di una straordinaria carriera durata soli 12 anni dal 1964al 1976. L’espace de l’écriture introduce per la prima volta al pubblico italianoun’ampia selezione di circa cinquanta lavori provenienti da prestigiosiistituzioni internazionali, tra cui l’Hamburger Bahnhof Museum di Berlino, loSMAK di Gand e il MACBA Museo di Arte Contemporanea di Barcellona, chedocumentano i temi principali della poetica dell’artista: il rapporto tra arte elinguaggio, lo status dell’opera d’arte, la critica del museo come dispositivo eidea.
Il progetto curatoriale dell’esposizione intende verificare come la relazione tra immagine, oggetto e parola costituisca il tema centrale e costante dellaricerca di Marcel Broodthaers e ne abbia fortemente condizionato tutto ilprocesso creativo. Le sue idee originali su come l’opera d’arte si identifichicon la riflessione su se stessa e su come il sistema sociale ed economicodell’arte agisca come contesto di creazione e legittimazione influenzando lapercezione del pubblico, non possono essere comprese in tutta la loroprofondità se non in relazione alla sua ventennale attività di poeta e allasuccessiva decisione di estendere la vocazione letteraria nell’intraprendere ilnuovo corso della carriera di artista nel 1964.
Le opere in mostra – oggetti, stampe fotografiche, incisioni, diapositive,edizioni, libri, installazioni e film -, realizzate tra il 1968 e il 1975, disegnano unconcetto espositivo coerente con questa chiave di lettura e vengono espostein rapporto a ciascuno dei diversi momenti in cui si articola il percorso dellamostra: La spazializzazione della poesia; L’oggetto e la sua immagine; Le Musée d’Art Moderne; Concetto “décor”: la mostra.Sono inoltre presenti le sale realizzate da Broodthaers per la mostra Eloge du sujet, allestita nel 1974, il celebre Un Jardin d’Hiver II e La Salle Blanche,presentata per la sua ultima mostra al Musée d’Art Moderne di Parigi nel 1975.
Nello slittamento di Marcel Broodthaers dalla disciplina della poesia versoquella dell’arte, si rivela già essenziale, e decisivo per le successivetraiettorie del suo lavoro, l’interesse verso il funzionamento del linguaggio,verbale e visivo, che egli eredita dai suoi maestri ideali Stéphane Mallarmé eRené Magritte.É proprio quest’ultimo nel 1946 a regalare al giovane poeta Broodthaers unacopia dell’ultima opera di Mallarmé Un Coup de Dés (Un Tiro di Dadi), un testovisivamente e concettualmente rivoluzionario, costituito da un’unica lungascrittura senza punteggiatura in cui le parole sono distribuiteapparentemente a caso sulle pagine, composte in caratteri e in corpidifferenti e circondate da diversi margini di bianco.
L’azzeramento del tradizionale concetto di spazio che Mallarmé compie conquesta opera agisce come una folgorazione sul percorso artistico di MarcelBroodthaers, portandolo a sublimare il debito dichiarato di ispirazione con lapubblicazione nel 1969 di un libro con lo stesso titolo e l’identica vestetipografica di copertina, ma un diverso autore e un diverso sottotitolo.Laddove Mallarmé scrive “Poème” dopo il lungo titolo, Broodthaers scrive“Image”.
Nella trasfigurazione di Broodthaers, invece delle parole, sono righee blocchi tipografici neri e grigi a tradurre il verbo in struttura visuale,evidenziando le possibilità figurative della loro spazialità nella pagina.
La mostra prende avvio dai suoi primi espliciti atti d’artista compiuti nellaseconda metà degli anni Sessanta, per proseguire nell’analisi della suaricerca successiva in cui Broodthaers amplia progressivamente l’indaginesulla relazione tra segno e contenuto, tra parola e potere, tra significante esignificato, tra verità e inganno, fino a creare sistemi complessi di segni chesfuggono ad una interpretazione univoca, come nelle installazioni del museofittizio “Musée de Art Moderne” e nei successivi “Décors”, veri e propriallestimenti cinematografici basati sull’accostamento di oggetti discrepanti esimili in uno stesso spazio, capaci di creare un poema dalle tonalità variabili.Attraverso un processo di esorbitazione dal segno della scrittura che lospecifico poetico compie per divenire spazio, Marcel Broodthaers consegnaal linguaggio la stessa forza simbolica dell’immagine.
La sua opera puòessere vista come un atlante di parole, un alfabeto visivo unico in cui lecombinazioni di testi e immagini dissolvono il significato convenzionale deilinguaggi per interrogarsi sulle condizioni di accadimento delle opere d’arte.In occasione della mostra viene stampato per le Edizioni MAMbo un Instant Book contenente un ampio testo della curatrice Gloria Moure e le prefazioni diGianfranco Maraniello e Maria Gilissen Broodthaers, corredati da un ampioapparato iconografico.
Durante l’intero periodo di apertura della mostra il Dipartimento educativo MAMbo propone visite guidate ogni domenica alle ore 17.
Ingresso € 4 apersona più ingresso in mostra (€ 6 intero, € 4 ridotto), minimo 6 max 30persone.
Info e prenotazioni: tel. +39 051 6496652 (dal lunedì al venerdì, h.10.00–13.00);
tel. +39 051 6496611 (dal sabato alla domenica h. 10.00- 17.00).
Con la mostra dedicata a Marcel Broodthaers, considerato uno dei padrifondatori dell’Institutional Critique, giunge a compimento il filone di ricercadenominato Criticism che il MAMbo porta avanti fin dal 2006, ovvero unpercorso di riflessione e di indagine sulle pratiche artistiche e sulla funzionedel museo contemporaneo, che ha coinvolto artisti quali Ryan Gander, PaoloChiasera, Markus Schinwald, Giovanni Anselmo, Christopher Williams, BojanSarcevic, Adam Chodzko, Eva Marisaldi, Diego Perrone, Ding Yi, DeRijke\DeRooij, Guyton\Walker, Natasha Sadr Haghighian, Trisha Donnelly, SarahMorris, Seth Price.
Per ulteriori informazioni:
www.mambo-bologna.org
BIOGRAFIA
Marcel Broodthaers nacque a Bruxelles il 28 gennaio 1924. All’età di 18 annistudiò chimica per un anno, ma poi il suo amore per la poesia ebbe ilsopravvento. Era attratto in modo particolare da René Magritte e dai suoiquadri, nonché dalle opere di Kurt Schwitters, De Chirico, ecc. René Magrittegli regalò una copia di Un Coup de Dés di Mallarmé. (Più tardi i quadri diMagritte in cui le parole si contrappongono agli oggetti avranno un’influenzafondamentale sulla sua opera). Tra il 1957 e il 1964 pubblica quattro raccoltedi poesie: Mon livre d’Ogre (1957), Minuit (1960), La Bête Noir (1962) e PenseBête (1964).
La sua prima opera nel campo delle arti plastiche risale al 1964,quando “ingessa” un pacco di esemplari invenduti della sua ultima raccolta dipoesie, trasformandoli in una scultura. In questo periodo espone oggetti dellavita quotidiana, lettere, disegni, ecc., spesso accompagnati da giochi diparole verbali-visivi; inoltre realizza libri, cataloghi e stampe su qualsiasisupporto, dalle tele attaccate alla parete ai rilievi in plastica.
Nel 1957 gira ilsuo primo film, La Clef de l’Horloge (un poème cinématographique enl’honneur de Kurt Schwitters) e dal 1967 in poi realizza una serie dicortometraggi (Objet, 1967; Le Corbeau et le Renard, 1967; Une DiscussionInaugurale, 1968; Le Musée et la Discussion, 1969; Un Voyage à Waterloo,1969; La Pluie. Projet pour un texte, 1969; Ceci ne serait pas une pipe, 1969-1971, ecc.).
Parallelamente all’attività artistica, per guadagnarsi da vivere dagiovane lavora come libraio (nel 1950 organizza un’asta di libri) e giornalista(collabora con varie riviste, come “Le patriote illustré,” “Germinal,” e “Lejournal du Palais des Beaux-Arts,” tra le altre). Nel 1962-63 lavora a Parigipresso un’agenzia di stampa. In questo periodo lavora anche come guida ecicerone al Palais des Beaux-Arts di Bruxelles. Nei nove anni successiviBroodthaers crea un ricco e prestigioso corpus di opere, tra cui spicca inmodo particolare il Musée d’Art Moderne, Département des Aigles. Il museoviene inaugurato nel 1968 nella sua casa di Rue de la Pépinière a Bruxelles.
Nei quattro anni successivi il Museo diventa il perno centrale del suo lavoro,sino alla chiusura definitiva avvenuta nel 1972 nel corso di Documenta 5.Broodthaers era emerso come figura autorevole nel mondo dell’artecontemporanea. Un Jardin d’Hiver, esposto al Palais de Beaux-Arts nel 1974,segna l’inizio di una serie di mostre in cui predomina il concetto di Décor,implicitamente presente già dal 1968. Nel 1974 e nel 1975 allestisce, presso ilCentro Nazionale d’Arte e Cultura Georges Pompidou di Parigi, due importantimostre che definiscono e consolidano tale concetto, spiegato da Broodthaersnel catalogo L’Angélus de Daumier del 1975.
Nell’arco di tempo intercorso traqueste due grandi rassegne organizza varie altre mostre che contribuisconoallo sviluppo della sua oeuvre, tra le quali vanno menzionate: Catalogue,Palais de Beaux-Arts, Bruxelles; Eloge du Sujet, Kunstmuseum, Basilea;Invitation pour une exposition bourgeoise, Nationalgalerie, Berlino; LePrivilège de l’Art, Museum of Modern Art, Oxford; Décor–A conquest by MarcelBroodthaers, Institute of Contemporary Arts, Londra. Visse a Düsseldorf,Londra e Berlino, cosa che contribuì a far aumentare l’interesse per la suaopera in Europa e anche in altri paesi. Morì a Colonia nel 1976, nel giorno delsuo 52° compleanno


